Lo sviluppo sostenibile ha a che fare con lo stato generale di salute del sistema e con la prontezza sia di rispondere sia di occuparsi del proprio ambiente, così che sia in grado di continuare a crescere ed evolvere attraverso il tempo. Lo sviluppo sostenibile è intimamente collegato con la longevità personale e organizzativa ed è fondato sull’abilità di rispondere appropriatamente sia ai pericoli che alle opportunità che emergono, spesso inaspettatamente o spontaneamente, quando una persona, un gruppo o un organizzazione si muove nel futuro. Come ha così eloquentemente indicato Arthur C Clark, “ il Futuro non è più com’era prima”.
Lo sviluppo sostenibile è collegato alla Legge di Ashby sulla Varietà Necessaria, che indica che i sistemi necessitano di un certo livello di variabilità per adattarsi efficacemente alle sfide che occorrono nel mondo intorno a loro. Da questa prospettiva, un sistema diventa più durevole espandendo il suo spettro di scelte e di risorse. Questo è tipicamente fatto aumentando la varietà di comportamenti e di modelli mentali che le persone o le organizzazioni usano per interagire con il loro ambiente.
La sostenibilità riguarda anche lo sviluppare un certo grado di persistenza e determinazione. In generale, la sostenibilità risulta dall’essere allineati con se stessi e con il proprio ambiente, dal promuovere il collegamento tra la mente, il corpo ed il sistema, o “campo”. La gestione dell’energia, la resilienza e l’ecologia sono cruciali per creare sostenibilità, stati di “flow” ed efficacia negli individui e nelle organizzazioni in tempi di crisi e di transizione. Questo si raggiunge attraverso l’esercizio e la pratica regolare, piuttosto che attraverso tecniche o interventi spot.
Quindi, lo sviluppo sostenibile ha più a che fare con gli schemi di comportamento abituali, negli individui o nelle organizzazioni, che con particolari eventi o interventi. Come dice il vecchio adagio, “un grammo di prevenzione vale un chilo di cure”.
La gestione sostenibile è l’espressione di capacità e pratiche che sostengono lo sviluppo sostenibile. Quando le risorse sono acquisite ed attivate in anticipo sui tempi, la persona o l’organizzazione è in grado di affrontare la sfida invece di annaspare per affrontare problemi non necessari. La gestione sostenibile implica essere preparati per i problemi, gli obiettivi e le situazioni del futuro, che possiamo non aver ancora immaginato o previsto. L’avere risorse già presenti ed attive riduce il bisogno di crisis management, o gestione delle crisi.
Nel suo rivoluzionario lavoro “La quinta disciplina”, Peter Senge affermava che ci sono 5 discipline che devono essere esercitate da tutti in un’organizzazione perché questa possa diventare veramente una entità sostenibile o Learning Organisation (organizzazione che apprende). Queste 5 discipline possono essere considerate l’essenza della gestione sostenibile.
1. Consapevolezza ed esame delle mappe mentali e delle presupposizioni
2. Raggiungere ed incoraggiare la mastery personale
3. Sviluppare la visione e creare il futuro.
4. Incoraggiare l’apprendimento in squadra .
5. Sviluppare la capacità di pensiero sistemico.
Nei circa 20 anni da quando Senge ha formulato queste 5 discipline, la PNL ha sviluppato molti strumenti, modelli e metodi per evolvere e supportarle, e per rendere la gestione sostenibile più accessibile.
L’espansione della consapevolezza personale, attraverso l’esame regolare delle presupposizioni e delle mappe mentali (cioè la meta cognizione) è una delle più grandi forze della PNL. Essere più consapevoli delle strategie di pensiero, delle convinzioni e di altri “programmi” che ci supportano o ci limitano è un elemento chiave della vera gestione sostenibile.
Raggiungere e incoraggiare la mastery personale riguarda lo sviluppare sia il nostro gioco interiore che quello esteriore, e raggiungere un equilibrio dell’intelligenza sia intellettuale sia emozionale. Questo viene dall’integrazione della nostra mente cognitiva con quella somatica e dal loro collegamento con il “campo” più ampio di relazioni intorno a noi.
La gestione dello stato ed il trovare la propria zona interiore di eccellenza sono le fondamenta di questa pratica.
Sviluppare la visione e creare il futuro ha a che fare con lo sviluppare le abilità di leadership e di creatività. La leadership può essere vista come l’abilità degli individui e delle organizzazioni di anticipare ed impegnarsi. Ha anche a che fare con il saper riconoscere e affrontare l’ombra creata dalla visione. La creatività deriva dalla nostra capacità di generatività. I processi generativi sono quelli che promuovono l’evoluzione e la crescita. Per “creare” si intende generare qualcosa di nuovo, che è un focus primario della PNL di terza generazione.
Incoraggiare l’apprendimento di squadra è intimamente collegato con quella che viene chiamata la collaborazione generativa nella PNL di terza generazione. La collaborazione generativa riguarda il trasformare un “mucchio” in un “intero” e creare una squadra in cui l’intero sia veramente più grande della somma delle parti. E’ una funzione del supportarsi l’un l’altro per andare avanti e creare qualcosa di mai visto prima.
Sviluppare l’abilità di pensiero sistemico riguarda il focalizzarsi sul campo delle relazioni invece che sul contenuto di un problema o di una situazione. Questo significa diventare sensibili al “campo” e sviluppare metodi per attingere alla più ampia “mente campo”.
Questo programma analizzerà le abilità, gli strumenti, e i metodi a disposizione della PNL di terza generazione che aiutano a mettere in pratica queste 5 discipline per promuovere lo sviluppo sostenibile sia a livello individuale che di organizzazione.
Dal 28 al 30 luglio 2010 (3 giorni)
Robert B. Dilts, sviluppatore, autore, trainer e consulente nel campo della PNL
550,00 Euro (IVA esclusa)